Sarà perché vivo gomito a gomito con i cinesi, senza il beneficio di poter chiedere una pausa, ma negli ultimi giorni non riesco a controllare la frustrazione ogni volta che subisco lo spettacolo delle olimpiadi in tv.
Sono per di più disorientato dalla differenza di approccio fra i media americani e quelli cinesi. Ultimamente uso un widget per iGoogle, China News, appunto un aggregatore di notizie sulla Cina, che per gli ultimi dieci giorni non ha fatto altro che riportare aggiornamenti su come ogni aspetto di queste olimpiadi abbia dell'ingannevole, del grottesco o del brutale.
Prima la scoperta che l'inno alla cerimonia di apertura è stato cantato da una bambina diversa da quella sul palco, poi l'accusa di aver fatto sfilare nei costumi delle minoranze nazionali solo bambini Han (il popolo dominante), seguita dallo scandalo delle ginnaste accompagnate da documenti falsificati per coprire la loro età altrimenti insufficiente a prendere parte alle olimpiadi, gli spettatori che fischiano qualsiasi atleta al di fuori dei propri connazionali, i fuochi d'artificio pre-registrati, e in ultimo un giornale di Hong Kong che rivela che la gigantesca pergamena all'apertura era in realtà mossa da novecento soldati costretti a rimanere nascosti per sette ore sotto il campo, senza nemmeno poter andare al cesso (ma forniti di un pannolone).
Se poi penso agli eventi collaterali, come gli ingolesi reimpatriati per dimostrazioni pro-Tibet, i 16 soldati uccisi da due separatisti dello Xingjian, o le trecento Bibbie sequestrate a dei missionari a Kunming, il quadro si fa tetro.
Chiariamoci, le dimostrazioni europee pro-Tibet possiamo tranquillamente accantonarle come diversivo mediatico della settimana, c'è da tenere in conto che con quello che costa la manodopera in Cina, la vita di un soldato vale meno di un barile di petrolio. Io poi faccio fatica ad interessarmi all'argomento, in quanto sono in generale dell'idea che metà ad ogni olimpiade si ottengano record solo grazie tecnologie superiori a quelle di quattro prima, e che l'altra metà degli sport sia troppo sopravvalutata per meritare di diffusa in mondovisione (il badmington dovrebbe rientrare nella categoria leisure, come il golf).
Sono solo preoccupato dalle nefandezze che il governo cinese è disposto a compiere per stupire e dimostrare al resto del mondo la forza e la bellezza di questo paese, che sono peraltro incredibili e palesi a tutti, ma ottenendo risultati che non mi sono per nulla chiari.
Dal mio canto, non posso fare altro che nascondermi meglio che posso dal conto delle medaglie, bevendo latte di soia al cacao, e aspettando che l'intera Cina cada nel gigantesco hang-over post-olimpiadi che prevedo. Girare per una Pechino sventrara e spettrale, quasi post-atomica nella diaspora turistica, mi ripagherà di tutte le manifestazioni di nazionalismo cinese a cui sono esposto in questi giorni.
martedì 19 agosto 2008
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1 commenti:
la fine è lontanissima.
tu non sciuparti troppo in questa piattaforma allargata, lo sai che mi preoccupo.
latte di soia al cacao. sembra un'ottima risposta a quasi tutte le domande che mi vengono in mente.
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